Annessione tedesca - Dissenso in medicina

Vai ai contenuti

Menu principale:

Annessione tedesca

"Fuori tema"
Il pregiudizio della “moneta forte”

Pochi conoscono la storia della riunificazione tedesca. È un peccato perché è molto istruttiva ed in questa sede può essere solo accennata.  E’ solitamente presentata come fosse stato un grande successo. Dopo la caduta del muro di Berlino - eravamo nel 1989 -, si pose il problema della fusione di due società molto diverse: quella democratica e liberale da una parte, quella centralista e statalizzata dall’altra. Come fare per superare le difficoltà del difficile connubio? Il cancelliere Helmut Kohl ebbe l’idea geniale. Assieme ai suoi collaboratori, tra cui l’attuale ministro delle finanze Schäuble, varò un piano semplice, coraggioso e “generoso” verso i fratelli dell’Est. A loro fu offerta, oltre ad un sistema democratico e libero, anche la ricchezza. Il piano consisteva praticamente un’unica mossa, accettata dal nuovo governo ed avvenuta nella notte del 30 giugno 1990: la conversione del marco dell’est con un rapporto di uno ad uno con il marco occidentale. Agli “orientali” non parve vero: i loro gruzzoli si ritrovarono di colpo moltiplicati per 4 volte e mezzo. Per l’esattezza, il rapporto di valore tra le due valute era di uno a 4,44. Pensarono di aver fatto un grande affare ad agganciarsi alla moneta più forte del mondo! Così dal primo luglio ci furono file interminabili in banca per effettuare il cambio. Ma durò molto poco, le illusioni presto sparirono. La libera circolazione delle merci causò effetti immediati, imprevisti per la popolazione, anche se molto meno per i promotori.
Gli stessi tedeschi orientali trovarono più convenienti le merci dei loro fratelli occidentali che li inondarono. Di converso quello che producevano venne di colpo a costare - a causa del cambio – il 350% in più e si rese di colpo invendibile. Questo effetto fece perdere loro tre mercati: quello interno, quello con la Russia e quello con i paesi occidentali. Persero i tre sbocchi nella loro produzione e, come conseguenza, la maggior parte delle loro industrie fallirono lasciando in strada 2,5 - 3 milioni di disoccupati (su 9 milioni di lavoratori). Le industrie e le imprese che fallirono - le migliori s’intende - vennero acquisite da imprenditori ed industriali occidentali per lo più tedeschi, per cifre irrisorie. Il loro PIL crollò in un anno del 44% e la produzione industriale del 65%. Un’altra conseguenza fu lo svuotamenteo delle loro città a causa di un enorme esodo verso la Germania dell’ovest. Là i fratelli migranti offrirono le loro braccia e professionalità, permettendo alla Repubblica federale tedesca un abbassamento del costo del lavoro ed una maggiore capacità competitiva. Tutto tornò a suo vantaggio nelle sfide commerciali internazionali future.
Gli architetti della riunificazione tedesca furono gli stessi che concepirono l’euro, la moneta unica - e “forte” - dell’Europa intera.
Questi sono gli aspetti storici meno pubblicizzati della riunificazione tedesca. E si capisce bene perché non se ne parli mai: la differenza tra noi e loro (i tedeschi dell'Est) è che da noi il disastro avviene più lentamente.
N.B. Il presente intervento è tratto dal libro Anschluss di Vladimiro Giacché.

 
Search
Info personali
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu