Sul numero di luglio della
rivista scientifica Medical Hypothesis è stato pubblicato un lavoro
critico nei riguardi della definizione di AIDS in Italia e sulla
contraddizione insita nelle misure di prevenzione di questa malattia.
Di seguito la notizia come riportata sul sito della provincia di
Firenze:
Università di Firenze
UNIVERSITÀ DI FIRENZE:
RELAZIONI TRA INFEZIONE HIV E AIDS
In un
lavoro pubblicato da ricercatori fiorentini su “Medical Hypotheses”
Tra
infezione da HIV e la sindrome di AIDS conclamato non ci sarebbe una
relazione causa-effetto e tra le due potrebbe esserci più distanza di
quanto non si ritenga. Questa ipotesi ha nella comunità scientifica
internazionale autorevoli sostenitori, primo fra tutti Peter H.
Duesberg professore di biologia molecolare presso l’Università della
California a Berkeley, ma anche Henry H. Bauer professore emerito di
Chimica e di Scienze al Politecnico della Virginia e il Premio Nobel
per la Chimica 1993 Kary B. Mullis.
L’ipotesi viene rilanciata da un gruppo di ricercatori dell’Università
di Firenze, coordinata da Marco Ruggiero ordinario di Biologia
molecolare presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e
Naturali, attraverso un articolo pubblicato dalla rivista “Medical
Hypotheses”, che si fonda su un’analisi di dati epidemiologici e
normativi.
Molti sono i problemi ancora aperti per quanto riguarda l’AIDS, ad
esempio la produzione di un vaccino o una terapia del tutto efficace.
La questione più enigmatica riguarda la patogenesi della malattia. Ed
è proprio a questo riguardo che tra gli scienziati si rilevano
opinioni diverse.
“Il nostro lavoro si basa sui dati epidemiologici del Ministero della
Salute italiano e dell’Istituto Superiore di Sanità – spiega Ruggiero
– In questi dati emerge uno iato tra l’infezione da parte del
retrovirus (HIV) e la sindrome definita come AIDS. Infatti, nelle
statistiche registrate dal Ministero della Salute, si evidenzia che
può essere diagnosticata la sindrome di immunodeficienza acquisita
(AIDS) in assenza di segni di infezione da parte del virus, ma se una
malattia può esistere in assenza di un determinato agente, è messo in
dubbio allora che tale agente ne sia la causa”.
Dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, inoltre, aggiunge
Ruggiero, “emerge che oltre un quarto dei casi di AIDS neonatale non è
imputabile a trasmissione verticale, cioè madre-figlio, escludendo,
quindi, la trasmissione del virus come agente causale.
In sintesi, concludiamo che per lo stesso Ministero della Salute l’HIV
non è la sola causa dell’AIDS. Una conclusione che, per quanto basata
su dati e documenti ufficiali, potrebbe essere errata, certamente –
sottolinea Ruggiero – ed è per questo che chiediamo al Ministero di
confutare la nostra ipotesi”.
Nel gruppo di ricercatori, composto da biologi e medici del
Dipartimento Patologia e Oncologia sperimentali e Dipartimento di
Anatomia, Istologia e Medicina Legale, c’è anche un giovanissimo
neolaureato Matteo Prayer Galletti, dalla cui tesi di laurea triennale
in Scienze biologiche ha preso spunto il lavoro.
10/07/2009 13:34
Università di Firenze
http://met.provincia.fi.it/news.asp?id=57883
http://it.notizie.yahoo.com/25/20090714/thl-virus-hiv-e-aids-quale-rapporto-bd646f4.html
WITHDRAWN!
Ritirati il 20 agosto due studi da poco pubblicati su Medical
Hypothesis:
quello del Prof Ruggiero e quello di Duesberg
(qui gli abstracts)
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Su
Youtube è disponibile un doppio video di Daniele Mandrioli,
neolaureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Bologna su: "Da
Semmelweis all'Open Science: evoluzione e nuove opportunità del
pensiero medico-scientifico"
1)