(NB: modificato il 22 gennaio 2009:
inserimento "Markers solubili di immunoattivazione")
La rivista “AIDS REVIEWS”, nell’ultimo numero del 2008 pubblica in
questo editoriale
considerazioni che considera “bollenti”:

AIDS
Reviews. 2008 Oct-Dec;10(4):254
Nuovi approfondimenti dei meccanismi che guidano la immunoattivazione
nell’HIV
Benito JM. (Infectious Diseases Department.
Hospital Carlos III. Madrid, Spain).
L’immunoattivazione generalizzata è uno dei principali fattori
patogenetici coinvolti nell' esaurimento dei CD4
+ e nella progressione verso l'AIDS nei sieropositivi (per l’HIV). E
'ormai chiaro che il livello di attivazione del sistema immunitario,
misurata come attivazione delle cellule T, è correlato con il tasso di
deplezione dei CD4 e con la progressione di malattia, e che il
valore prognostico della immunoattivazione è indipendente dalla
replicazione virale. Infatti, l'attivazione immunitaria
rappresenta il collegamento tra la replicazione dell'HIV la replica e
l’esaurimento dei CD4. Sulla base di questa ipotesi, sorge una domanda
importante: se l’attivazione immunitaria è necessaria per
l'esaurimento dei CD4, possiamo noi osservare un esaurimento delle
cellule T, in assenza di attivazione del sistema immunitario, anche a
fronte ad una replicazione virale attiva? Fortunatamente, abbiamo un
modello in vivo che ci permette di rispondere a questa questione e la
risposta è "no". Ospiti naturale del SIV, come il mangabeys e la
scimmie verde africana, non sviluppano una deplezione dei CD4 anche se
sono infetti e sostengono alti livelli di viremia SIV. […]
Questa osservazione ha importanti implicazioni cliniche, compresa la
potenziale utilità di interventi immunomodulatori che potrebbero
migliorare la patologica attivazione immunitaria. Questo è il caso per
usare antagonisti TLR in modo di arrestare la produzione di IFN alpha
in risposta al TLR-virale. In alternativa, l'inibizione della
produzione cronica dell’IFN alpha potrebbe essere realizzato
utilizzando anticorpi in grado di neutralizzare l’IFN alpha. Sulla
base di questa ipotesi, l'esecuzione di prove in primati utilizzando
approcci immunomodulatori sono giustificate.
Anche un'altra pubblicazione, presentata nientemeno che da Anthony
Fauci, direttore dei NIH, riprende questo argomento nell’ultimo numero
del 2008 di PNAS (PNAS _ December 16, 2008 _ vol. 105 _ no. 50 _
19851–19856).
“L’attivazione immunitaria associate all’infezione da HIV avviene
con due distinti meccanismi che colpiscono in maniera differenziale le
cellule T4 e T8”.
Marta Catalfamo et al.
Comunicato da Anthony S. Fauci,
National Institutes of Health, Bethesda, MD, October 27, 2008
(received for review July 7, 2008)
"L'infezione da HIV è caratterizzata da una forte attivazione
immunitaria che svolge un ruolo importante nella riduzione di CD4 e
disfunzioni immunitarie di pazienti con AIDS. Il meccanismo alla base
di questa attivazione sono ancora poco conosciute. Nel corso di
studio, abbiamo testato il ipotesi che questo è il risultato netto del
prodotto di due distinti percorsi: la risposta infiammatoria alle
infezioni da HIV e la risposta omeostatica alla deplezione delle
cellule CD4".
***************************************************
Posso affermare di aver scritto qualcosa di simile
nel 2005:
“Lo stato di immuno attivazione cronica è caratteristica in soggetti
sieropositivi che vanno incontro ad un rischio di deterioramento delle
loro condizioni (44).L’immunoattivazione cronica anche quando è
associata a controllo della viremia porta a progressione clinica
(45),Gli indicatori dello stress ossidativo giocano un ruolo
importante. Passi ha osservato che lo stress ossidativo su vari
parametri era progressivamente più marcato tanto più era marcata la
immunodeficienza (46)”
… e nel 2007:
(Tratto dalla relazione presentata al Convegno tenutosi a Firenze nel
maggio 2007 su:
“AIDS oltre la verità ufficiale”)
Scarsa correlazione tra viremia, malattia e immunità (parte per
lettori più esperti)
[…]
Se la viremia è un marker molto discutibile (Thomas
R. Fleming, PhD, and David L. DeMets, PhD
Surrogate End Points in Clinical Trials: Are We Being Misled?
Ann Int Med 1995;125:605-13), una correlazione migliore è invece
quella tra immunoattivazione e stato immunitario:

Stesse osservazioni sono
state fatte nell’uomo (buon marker la immunoattivazione, pessimo
marker il “Viral Load”):
a) Ana E. Sousa et al.
CD4 T Cell Depletion Is Linked Directly to Immune Activation in the
Pathogenesis of HIV-1 and HIV-2 but Only Indirectly to the Viral Load1
The Journal of Immunology, 2002, 169: 3400–3406.
b) Steven G. Deeks, et al. Immune activation set point during early
HIV infection predicts subsequent CD4_T-cell changes independent of
viral load (Blood.
2004;104:942-947)
c) John Spritzler et al. Can Immune Markers Predict Subsequent
Discordance between Immunologic and Virologic Responses to
Antiretroviral Therapy?
Adult AIDS Clinical Trials Group Clinical Infectious Diseases 2003;
37:551–8
d)
Hazenberg MD, Otto SA, van Benthem BH, Roos MT, Coutinho RA, Lange JM,
Hamann D, Prins M, Miedema F. Persistent immune activation in HIV-1
infection is associated with progression to AIDS.
AIDS. 2003 Sep
5;17(13):1881-8.
Un ridotto grado di immunoattivazione viene rilevata a quelli che –pur
esposti al virus- “resistono all’infezione”:
a) Trivedi HN, Plummer FA, Anzala AO, Njagi E, Bwayo JJ, Ngugi EN,
Embree JE, Hayglass KT: Resistance to HIV-1 infection among African
sex workers is associated with global hyporesponsiveness in
interleukin 4 production.
Faseb J
2001, 15:1795-1797.
b) Bégaud E, Barré-Sinoussi F, et al.
Reduced CD4 T cell activation and in vitro susceptibility to HIV-1
infection in exposed uninfected Central Africans
Retrovirology
2006, 3:35
Ulteriore bibliografia (in inglese):
J Immunol.
2002 Sep 15;169(6):3400-6.
CD4 T
cell depletion is linked directly to immune activation in the
pathogenesis of HIV-1 and HIV-2 but only indirectly to the viral load.
Sousa AE,
Carneiro J, Meier-Schellersheim M, Grossman Z, Victorino RM.
Clinical
Immunology Unit/Institute of Molecular Medicine, Faculty of Medicine
of
Lisbon,
Lisbon,
Portugal. anaesousa@netcabo.pt
The causal relationships among CD4 cell depletion, HIV replication,
and immune activation are not well understood. HIV-2 infection,
"nature's experiment" with inherently attenuated HIV disease, provides
additional insights into this issue. We report the finding that in
HIV-2 and HIV-1 patients with a comparable degree of CD4 depletion the
imbalance in the relative sizes of the naive and memory T cell
populations and the up-regulation of CD4 and CD8 cell activation
markers (HLA-DR, CD38, CD69, Fas molecules) are similar, even though
the viral load in the plasma of HIV-2-infected patients is two orders
of magnitude lower than in HIV-1 patients and HIV-2 patients are known
to have slower rates of CD4 T cell decline and a better clinical
prognosis. Moreover, we found a similar increase in the frequency of
cycling CD4 T cells (Ki67+), which was in strong correlation with the
expression of activation markers. Finally, the level of T cell
anergy, as assessed by the proliferative responses to CD3 stimulation
and to a panel of microbial Ags, proved to be comparable in HIV-1 and
HIV-2 patients with a similar degree of CD4 depletion despite large
differences in viral load.
Our
data are consistent with a direct causal relationship between immune
activation and CD4 cell depletion in HIV disease and an only indirect
relation of these parameters to the virus replication rate.
Invoking the concept of proximal immune activation and virus
transmission, which links efficient transmission of virus to local
cell activation and proliferation in response to Ags and inflammation,
we propose an integrative interpretation of the data and suggest
that strongly elevated immune activation induces CD4 cell depletion
and not vice versa, with potential implications for the choice of
treatment strategies
(suggeriamo che un'attivazione fortemente
elevata induce una deplezione dei CD4 e non viceversa, con potenziali
implicazioni per la scelta delle strategie di trattamento).
Immunol Lett.
1996
Jun;51(1-2):75-81.
Comparative analysis of apoptosis in HIV-infected humans and
chimpanzees: relation
with lymphocyte activation.
Gougeon ML,
Lecoeur H, Heeney J, Boudet F.
Departement
SIDA et Retrovirus, Institut Pasteur, Paris, France.
mlgougeo@pasteur.fr
Programmed-cell death (apoptosis) is a physiological cell death
process which appears exacerbated in peripheral lymphocytes from
HIV-infected persons. On the contrary, a barely detectable level of
apoptosis is found in peripheral lymphocytes from HIV-infected
chimpanzees, which support long-term productive infection without
developing AIDS. In
the present
study, we analyzed the relationship between apoptosis and the general
state of immune activation in PBMC from HIV-infected humans and
chimpanzees. In addition, apoptosis control in the CD8 subset by the
bcl-2 proto-oncogene was compared in both human and chimpanzees. Taken
together, the results indicate that the degree of apoptosis
correlates with the state of activation of the immune system and this
observation together with the finding that apoptosis concerns all
lymphocyte subsets indicates that the low level of apoptosis in
HIV-infected chimpanzees is related to the lack of immune activation
in this nonpathogenic model.
Markers solubili di immunoattivazione
Parte 1 e parte 2
Nelle due review seguenti, viene esaminato il valore predittivo dei
markers solubili di immunoattivazione. All’inizio sono state inserite
alcune conclusioni estrapolate dal testo e tradotte. Ancora una volta
il Viral Load, qui posto a confronto ed usato come principale
parametro per valutare l’efficacia dei farmaci fino ad oggi, ne esce
perdente.
*******
“I tre markers di attivazione del sistema immune qui considerati sono
la ß2-microglobulina, la neopterina ed il TNF (Tumor necrosis factor)”.
“I
ricercatori dello studio (L
Ashton et al., "Predictors …," AIDS Research and Human Retroviruses
14, no. 2 (1998): 117–121.)
conclusero che nei sieropositivi asintomatici a lungo termine (LTNP),
la Beta-2 microglobulina ha una più forte capacità di predizione del
declino dei CD4 rispetto il Viral Load”.
“I
ricercatori dello studio (R
Zangerle et al., "Serum HIV-1 RNA Levels …" International Archives
of Allergy and Immunology 116 (1998): 228–239.)
conclusero che i markers di immunoattivazione correlavano meglio sia
con il declino dei CD4 che con la progressione di malattia rispetto al
Viral Load”.
"Sebbene
il valore prognostico di una singola, precoce misurazione sia
limitata, misure seriali dei markers di immunoattivazione come la
ß-2Microglobulina si sono dimostrate essere molto utili nel monitorare
il corso della malattia negli individui HIV infetti. Paragonati al
Viral Load, i markers solubili di immunoattivazione mostrano una
migliore correlazione con il declino dei CD4 e progressione della
malattia".
http://www.devicelink.com/ivdt/archive/99/01/009.html
Soluble markers of immune system activation
Part 1: The correlation between HIV-1 infection and
ß2-microglobulin
IVD Technology
Magazine 1999
Keeping up with the rapid progress of clinical research is essential
for manufacturers seeking to create therapy-guiding AIDS assays.
David A. George
Predicting the clinical progression of disease in individuals infected
with the human immunodeficiency virus-1 (HIV-1) is often difficult
with the routinely used markers of disease progression.1
(continua:
per leggere tutti e due gli articoli in inglese)