15 dicembre 2008
EPIDEMIA ETEROSESSUALE?
Durante tutto il periodo che va’ dal 1983 ad oggi le Autorità
Sanitarie hanno parlato in ogni occasione di epidemia di AIDS in
crescita tra gli eterosessuali, data la modalità di contagio. Cosa
c’è di vero?
Facciamo parlare le cifre italiane. Solitamente vengono fornite le
percentuali sui casi totali e in tale modo i grafici che ne
risultano sono del tipo seguente:
Aggiornamenti fino al 2004
(AGGIORNAMENTO DEI CASI DI AIDS NOTIFICATI IN ITALIA E DELLE NUOVE
DIAGNOSI DI INFEZIONE DA HIV - Centro Operativo AIDS, dal 1982 al 2004; non
vengono qui riportati i dati riguardanti altre categorie, tossico
dipendenti, omosessuali, trasfusi):

Con
gli aggiornamenti successivi vengono forniti i valori aggregati di 2
anni in 2 anni, con andamento similare (dal 1994 al 2007):

Dunque, sembra che non ci possano essere dubbi sulla diffusione
paventata.
E’
però un’apparenza ingannevole.
Infatti, se proviamo a controllare quali sono le cifre reali, se cioè
riportiamo il numero effettivo dei casi segnalati, troviamo un
andamento molto diverso della curva, addirittura opposto dal 1994-5 al
2007:

In
conclusione, l’aumento apparente e progressivo della diffusione
(in percentuale) si trasforma in una diminuzione dell’incidenza
(numero casi/anno) dal 1994-5 al 2007. Un'epidemia in retrazione.
Se
volessimo controllare quel che è successo alla “sieropositività” (l’
"infezione" potrebbe essersi espansa, mentre quella dell’AIDS essere
in calo), allora troviamo un errore di previsione da parte della
Autorità preposte che si è ripetuto regolarmente ogni anno fino al
momento in cui si è rinunciato ad azzardarlo. Dalla seconda metà degli
anni ’90, sono state presentate solo delle “stime attuali”, che
oscillano sempre dai 100 ai 140.000 casi.
Nell’anno 1987,
sulla base di milioni di test già effettuati, le stime erano ancora più alte,
ovvero di 200.000
sieropositivi in rapida espansione (tempo di raddoppio calcolato in
10-12 mesi!). Questo rifletteva ancora una volta la convinzione che è
ben esemplificata dal seguente logico provvedimento:

A far
concorrenza agli idraulici in “prima linea contro l’HIV” ci sono a
maggior ragione
le prostitute (dei circa 9 milioni di clienti all’anno in Italia, si
calcola che circa la metà non facesse uso di preservativo,
secondo dati risalenti al 2000). Un grande rischio quindi. Tuttavia le
conseguenze delle loro abitudini di vita sono talvolta inaspettate
(vedi
"Un paradosso della teoria virale").