“La grande catastrofe”
“L’AIDS è il peggior disastro nella storia, dice un responsabile ONU”
[Aids worst disaster in history, says UN chief
Rory Carroll
and
Sarah Boseley
guardian.co.uk,
Friday December 10 2004 02.22 GMT The HIV/Aids pandemic is the worst
catastrophe in history and is blighting childhood across the
developing world, especially sub-Saharan Africa, the United Nations
said yesterday].
Quante volte negli anni ultimi decenni abbiamo letto titoli similari a
proposito dell’Africa?
Ebbene, dall'inizio di “questa catastrofe dalle proporzioni immense”
(dovuta a "diffusione epidemica” di HIV ed AIDS), la popolazione
africana è più che raddoppiata passando da 469 milioni abitanti del
1982 agli oltre 955, superando di slancio l’Europa (anche quella
“allargata”), soprattutto a carico degli strati più poveri. La
popolazione degli USA, per confronto, è di 310 milioni di abitanti nel
2008, dipendenze comprese.

Popolazione (milioni d abitanti)
Dati tratti da: Atlante geografico De Agostini, Atlas
of the World (The times), 2000, Enciclopedia MS Encarta.
Il vero disastro africano non è dunque una moria crescente per AIDS,
quanto la conseguenza proprio della densità della popolazione in un
territorio in parte desertico, in parte inospitale. L’esplosione
demografica, favorita dall’assurda opposizione al controllo delle
nascite, si porta dietro un tragico corollario: fame, sete, epidemie
(quelle vere!), emigrazioni disperate, feroci guerre civili, massacri
spaventosi, predazione del suolo e delle risorse naturali,
inquinamento, desertificazione. Ne sono responsabili di concerto
governi, istituzioni pubbliche e private, organismi internazionali e –
non ultime - le religioni più diffuse, islam e cristianesimo
(condizionate nel loro atteggiamento proprio dal loro sviscerato
“amore par la vita” che fa nascere più figli di quelli che possono
essere nutriti!).
De Marchi combatte da decenni una battaglia pressoché solitaria con lo
scopo di far conoscere quella che definisce, senza mezzi termini, "la
madre dei problemi che attanagliano l’umanità" e che rischia di
travolgere rapidamente anche noi. Problemi che avrebbero potuto avere
soluzioni semplici ed efficaci, di impatto quasi immediato. Per
farsene un’idea, la cosa migliore è sentirlo direttamente da uno dei
suoi interventi (audio a)
"bomba demografica" e b) "giornata
dell'acqua", trascrizione
a)
2008-04-11 e
b) 2007-03-22) . Qui il relativo
capitolo del libro di
cui sono coautore.
NB
Non dimentichiamo che la definizione di AIDS africana (Bangui definition) è differente da
quella europea-americana. Essa è un artificio per mezzo del quale
vengono inglobate condizioni comuni e diffuse (febbre, diarrea,
tubercolosi, dimagramento), anche senza la positività del test "anti-HIV".
Dall’enciclopedia MS Encarta
Nonostante l’estesa superficie, l’Africa è abitata da appena il 14%
della popolazione mondiale. Nel 2008 (inizio) la popolazione del
continente era stimata in 955 milioni di abitanti, con una densità
media di 32 abitanti per km². Questo dato considera vaste aree
praticamente disabitate, quali i deserti del
Sahara e del
Kalahari, e aree più limitate, quali la valle del Nilo, in cui
la densità demografica è molto elevata. Se si calcola la popolazione
che vive in aree coltivabili o produttive, la densità media aumenta
a circa 139 abitanti per km² (per confronto l’Italia ha una densità di
198,4 abitanti per km²).
In Africa il tasso di crescita demografica raggiunge il 2,08% annuo,
a fronte di un tasso di -0,01% in Europa e di un tasso di quasi la
metà (1,07%) in America settentrionale. Alla diffusione dei servizi
sanitari, a partire dalla seconda guerra mondiale, si deve il netto
decremento del tasso di mortalità, che è del 14,20‰, ma varia
considerevolmente da paese a paese. In gran parte dei paesi
africani, circa la metà della popolazione ha un’età inferiore ai 15
anni.
Appendice 1 La
storia istruttiva dell'Isola di Pasqua a nostro monito