Il
sito di Anthony Brink
dato l'interesse che riveste, intendo
"saccheggiare" il sito di Anthony Brink, ex magistrato sudafricano
che
e' stato Pubblico Ministero presso la Corte Suprema di Giustizia dal
1994 e
Procuratore dell’Alta Corte del
Sud Africa. Dopo vent’anni come Pubblico Ministero, magistrato di
distretto e regionale, magistrato civile, Brink lasciò la pratica
della giurisprudenza
alla fine del 2003 per lavorare a tempo pieno come ricercatore,
scrittore, speaker ed attivista.
Abita a
Pietermaritzburg.
Il suo sito (versione italiana) è a questo indirizzo:
http://www.tig.org.za/TIGit/indexIt.htm
La storia di Brink è unica:
già magistrato, al culmine della sua carriera, ha deciso di dedicarsi alla ricerca
in medicina,
ha collaborato e collabora con il Gruppo di Perth di cui conosce a fondo i lavori
e le argomentazioni. Il riconoscimento della sua preparazione
scientifica è venuto in modo pienamente esplicito dallo stesso Gruppo
di Perth, che sappiamo bene quanto sia rigoroso nei giudizi, nonché da
altri ricercatori. E’ autore di una autorevole ed approfondita review
sull’AZT, che, sebbene sia per il mondo occidentale un argomento
oramai conosciuto ed in un certo senso superato (non per le gravide ed
i bambini!), ha ricadute ben diverse in Sud Africa, ed in Africa in
generale (ricordiamo che l’AIDS africano è ben diverso dal nostro). Ha
pure un‘importanza fondamentale nella storia dell’AIDS e negli
sviluppi attuali della terapia. Sappiamo bene come spesso farmaci in
disuso da noi vadano incontro ad una “nuova primavera” proprio nei
Paesi in via di sviluppo, e così è per l’AZT. Lo abbiamo potuto
constatare anche recentemente con la scandalosa e ridicola vendita dei
milioni di vaccini per l’influenza H1N1 (a noi avanzati) a popolazioni
che hanno una quantità enorme di problemi e l’unico che non hanno è
proprio quello dell’influenza!
Il suo contributo
non si limita certo a quanto sopra. Divulga con efficacia l’opera del
Gruppo di Perth, con la traduzione in molte lingue dei loro principali
documenti – e di questo mi avvantaggerò – ; è stato consultato prima
dell'inizio della causa Parenzee in Australia, di cui paleremo più
estesamente; ha dimostrato in modo inequivocabile le responsabilità di
una vergognosa manovra di sabotaggio nei confronti del Gruppo di
Perth, vale a dire il presidente dell’associazione R.A. (Rethinking
AIDS) David Crowe, Harvey Bialy e Peter Duesberg per i loro
comportamenti poco etici. Duole dirlo.
Andre Chad Parenzee,
un sudafricano emigrato in Australia, era stato messo sotto processo
per aver avuto rapporti non protetti con 3 donne, nascondendo a loro
il suo stato di sieropositivo. La linea di difesa, consigliata
inizialmente da Brink e presa in carico dal Gruppo di Perth (in
qualità di periti di parte), aveva ottenuto risultati
iniziali ottimi. La testimonianza di esperti virologi "ortodossi" aveva solo
potuto confermare ai giudici quanto sostenuto dai periti della difesa
(sul mancato isolamento del virus). Nel bel mezzo della causa però,
David Crowe, il presidente di R.A., si è inserito proditoriamente come
consigliere dell’avvocato della difesa senza neanche informare il
Gruppo di Perth della sua iniziativa, ed ha ottenuto un triplice
risultato: a) far cambiare la linea difensiva tracciata con efficacia
e lungimiranza fino a quel punto, b) confondere i giudici che dovevano
giudicare non più il “virus mai isolato” ma un “virus esistente ma
innocuo”, c) far fallire miseramente la causa che era già avviata
verso una favorevole conclusione. Tale assurdo cambiamento di
strategia ha causato danni non solo per l’accusato, così condannato a
15 anni di prigione, ma anche per l’enorme risonanza mediatica che tale
sentenza, se favorevole, avrebbe potuto avere in tutto il mondo. Dagli
atti depositati, trarremo le dichiarazioni dei periti di parte avversa
(virologi di fama internazionale), molto illuminanti.
Riguardo il
sabotaggio del Gruppo di Perth da parte del gruppo dirigente di RA,
questo è consistito in primo luogo nell’aver affossato una loro
sperimentazione, che avrebbe dovuto effettuarsi anche con virologi
“ortodossi”, e che consisteva nel procedere, con metodo corretto ed
accettato, allo isolamento virale, al fine di definire una volta per
tutte la questione. Tutto questo avrebbe potuto essere effettuato in
Sud Africa, nel 2000, mentre era presidente Tabo Mbeki, il quale era
ben disponibile verso i Dissidenti. Ebbene, grazie all’intervento dei
Duesberghiani, Harvey Bialy in testa, la loro proposta venne
abbandonata.
Il Gruppo di Perth
non è stato invitato al convegno tra Dissidenti tenutosi ad Oakland
nel novembre 2009, e neppure è stato invitato al convegno dei
Dissidenti programmato in luglio 2010 a Vienna. Non è neanche stato
consultato nella stesura dell’opuscolo “The AIDS trap”, redatto da
Crowe ed il board di R.A.
Il loro lavoro è
stato ignorato e nel contempo utilizzato da altri che ora se ne
avvantaggiano a titolo personale, come fossero stati loro i primi a
dire e a scoprire.
Anthony Brink sostiene che il sabotaggio
e l'esclusione del Gruppo di Perth dalle iniziative di Rethinking AIDS
mirano a prolungare la vita ad una ipotesi (l'accettazione
dell'isolamento di un virus HIV, seppure innocuo) la quale, oltre ad
essere falsa , è del tutto controproducente. Impedisce che quella del
Gruppo di Perth emerga in tutta la sua forza risolutiva.
PS Duesberg da oltre 10 anni evita un
confronto diretto con i ricercatori del gruppo di Perth.
(continua)
Breve
curriculum di Anthony Brink, in Italiano
Domande piu' frequenti
a cura di Anthony Brink
Perche' Zackie Achmat, Nathan Geffen e
Mark Heywood vogliono che alle donne incinte africane e ai
loro neonati venga somministrato l’AZT?
a cura di Anthony Brink
Affidavit presentato nella causa Parenzee a
cura del Gruppo di Perth (PDF 233 KB)
COMMENTO
di
Eleni Papadopulos-Eleopulos e coll.
Continuum,
inverno del 1997 all’intervista
effettuata a Luc Montagnier
dal giornalista di DJAMEL THAI
http://www.tig.org.za/TIGit/Breve%20commento.htm
BREVE COMMENTO SULL’ARTICOLO SCIENTIFICO DI MONTAGNIER DEL 1983
ff20100602