Pubblicato nel 2007 su
J Acquir Immune Defic Syndr, questo studio viene a confermare
sostanzialmente quanto descritto nella pubblicazione de The Lancet,
2006.
Il
rischio di mortalità non correlata all’AIDS potrebbe superare il
rischio di mortalità correlata all’AIDS tra individui arruolati nella
terapia con una conta di CD4 superiore alle 200 cellule/mm3


“La popolazione in studio era di 5460 pazienti arruolati nella
coorte prima del gennaio 2004. […]. (ndr: periodo di osservazione
dall’inizio del 1996 alla fine del 2003, pazienti della John Hopkins
HIV Clinical Cohort di Baltimora).
(I decessi vennero considerati come AIDS se causati da malattie
opportunistiche oppure se le cause della morte non erano state
determinate ed i soggetti avevano meno di 150 CD4. La percentuale di
individui persi al follow-up era dell’ 11,9%. Essi non vennero inclusi
come morti nelle analisi statistiche).
“Ci fu una significativa diminuzione nella mortalità per ogni
causa a partire dal 1996 a tutto il 1997. Questa diminuzione era
concomitante con un aumento dell’uso dell’HAART.. Dal 1997, la
mortalità per ogni causa era rimasta stabile. […] Dal 1999 gli
individui che erano stati arruolati nella coorte con più di 200 CD4
avevano una probabilità maggiore di morire per cause non correlate
all’AIDS”.
“Nonostante il continuo declino della mortalità correlata
all’AIDS, la mortalità totale non è cambiata dal 1997, poiché il
declino in quella correlata all’AIDS è stata compensata da un aumento
di quella non ad esso correlata”.
Ndr: Le analisi statistiche per essere corrette devono tener
conto dei “persi al follow-up”. Ci sono dei calcoli correttivi
previsti in questi casi. Qui non sono stati neanche considerati.
Chiaramente un 12% in più o 12% in meno del numero iniziale, verrebbe
ad alterare non di poco i risultati. Si tratta in definitiva di ben
650 pazienti!